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Acqua

RISORSA

Il Cambiamento climatico e il quadro idrologico attuale richiedono con urgenza una gestione sempre più efficiente della risorsa idrica. L’intero settore vitivinicolo è chiamato ad adottare nuovi modelli di produzione sostenibili, che facciano leva sul risparmio idrico. Consapevole dell’importanza di tale risorsa, Firriato è stata fra le prime aziende vitivinicole a misurare la sua impronta idrica. Un processo iniziato circa 20 anni fa attraverso l’adozione delle best practice previste dalla norma ISO 14046 che specifica principi, requisiti e linee guida relativi alla valutazione dell’Impronta Idrica (Water Footprint) di prodotti, processi e organizzazioni basata sulla valutazione del Ciclo di Vita (LCA), con l’obiettivo di fornire una più completa valutazione ambientale. Questo strumento serve a quantificare l’uso e la contaminazione dell’acqua dolce durante l’intero processo di produzione. Tale attività permette di certificare l’assenza di impatti negativi rilevanti sulle comunità o sull’ambiente, sia in vigneto che in cantina, nelle operazioni portate avanti dall’azienda.

Acqua

RISORSA

Il Cambiamento climatico e il quadro idrologico attuale richiedono con urgenza una gestione sempre più efficiente della risorsa idrica. L’intero settore vitivinicolo è chiamato ad adottare nuovi modelli di produzione sostenibili, che facciano leva sul risparmio idrico.

Consapevole dell’importanza di tale risorsa, Firriato è stata fra le prime aziende vitivinicole a misurare la sua impronta idrica. Un processo iniziato circa 20 anni fa attraverso l’adozione delle best practice previste dalla norma ISO 14046 che specifica principi, requisiti e linee guida relativi alla valutazione dell’Impronta Idrica (Water Footprint) di prodotti, processi e organizzazioni basata sulla valutazione del Ciclo di Vita (LCA), con l’obiettivo di fornire una più completa valutazione ambientale. Questo strumento serve a quantificare l’uso e la contaminazione dell’acqua dolce durante l’intero processo di produzione. Tale attività permette di certificare l’assenza di impatti negativi rilevanti sulle comunità o sull’ambiente, sia in vigneto che in cantina, nelle operazioni portate avanti dall’azienda.

Senza-titolo-1

Il bilancio idrico

Acqua

Un’importante funzione del terreno è l’immagazzinamento delle sostanze nutritive e dell’acqua che sono funzionali allo sviluppo vegetativo della vite. In caso di scarsa disponibilità idrica, l’assimilazione degli elementi nutritivi procede solo in parte o non avviene. Le conseguenze possono essere variegate, a seconda che venga somministrata una minore o maggiore quantità d’acqua. Le ripercussioni sono riscontrabili dalla riduzione dello sviluppo vegetativo e alla produttività della pianta e la conseguente perdita qualitativa del frutto. Per contro, in presenza di eccessiva somministrazione di acqua, è possibile che si verifichi un dilavamento nel terreno delle sostanze nutritive con conseguente sovraccarico della falda acquifera. L’irrigazione, dev’essere adeguata agli stadi fenologici di sviluppo della pianta sulla base di una serie di variabili che circoscrivono il suo micro e macroclima: tipologia di vitigno, esposizione e temperatura, umidità dell’aria, tipologia di suolo, grado di umidità del terreno. Il monitoraggio annuale di tutte queste variabili, permettono di intervenire qualora di verifichi una situazione di sofferenza della pianta.
Lo sviluppo vegetativo, l’allegagione, sono periodi strettamente correlati con il bilancio idrico della vite. Per l’intera fase vegetativa, lo sviluppo della pianta è funzionalmente legato alla disponibilità di stock d’ acqua. Nei giovani vigneti di collina con temperature semiaride, è molto importante fornire un accurato apporto idrico proprio nella prima fase dello sviluppo. Per vigne di forte vigoria piantate su terreni profondi, invece, l’irrigazione di soccorso dev’essere attuata solo in caso di necessità. All’aumentare della siccità del terreno corrisponde, nelle radici la chiusura degli stomi. Di tale segnale “radicale” necessitano le viti per un utilizzo “controllato” dell’acqua. In caso di aumento dello stress idrico si riduce la fotosintesi causando il rallentamento dello sviluppo vegetativo e la resa dei grappoli. La determinazione del potenziale idrico di ciascun esemplare in vigneto, attraverso un monitoring costante, permette l’azienda di soddisfare meglio le esigenze nutritive della pianta, migliorando complessivamente lo stato sanitario di tutte le aree vitate.

Il bilancio idrico

Acqua

Un’importante funzione del terreno è l’immagazzinamento delle sostanze nutritive e dell’acqua che sono funzionali allo sviluppo vegetativo della vite. In caso di scarsa disponibilità idrica, l’assimilazione degli elementi nutritivi procede solo in parte o non avviene. Le conseguenze possono essere variegate, a seconda che venga somministrata una minore o maggiore quantità d’acqua. 

Le ripercussioni sono riscontrabili dalla riduzione dello sviluppo vegetativo e alla produttività della pianta e la conseguente perdita qualitativa del frutto. Per contro, in presenza di eccessiva somministrazione di acqua, è possibile che si verifichi un dilavamento nel terreno delle sostanze nutritive con conseguente sovraccarico della falda acquifera. L’irrigazione, dev’essere adeguata agli stadi fenologici di sviluppo della pianta sulla base di una serie di variabili che circoscrivono il suo micro e macroclima: tipologia di vitigno, esposizione e temperatura, umidità dell’aria, tipologia di suolo, grado di umidità del terreno. Il monitoraggio annuale di tutte queste variabili, permettono di intervenire qualora di verifichi una situazione di sofferenza della pianta.
Lo sviluppo vegetativo, l’allegagione, sono periodi strettamente correlati con il bilancio idrico della vite. Per l’intera fase vegetativa, lo sviluppo della pianta è funzionalmente legato alla disponibilità di stock d’ acqua. Nei giovani vigneti di collina con temperature semiaride, è molto importante fornire un accurato apporto idrico proprio nella prima fase dello sviluppo. Per vigne di forte vigoria piantate su terreni profondi, invece, l’irrigazione di soccorso dev’essere attuata solo in caso di necessità. All’aumentare della siccità del terreno corrisponde, nelle radici la chiusura degli stomi. Di tale segnale “radicale” necessitano le viti per un utilizzo “controllato” dell’acqua. In caso di aumento dello stress idrico si riduce la fotosintesi causando il rallentamento dello sviluppo vegetativo e la resa dei grappoli. La determinazione del potenziale idrico di ciascun esemplare in vigneto, attraverso un monitoring costante, permette l’azienda di soddisfare meglio le esigenze nutritive della pianta, migliorando complessivamente lo stato sanitario di tutte le aree vitate.

Senza-titolo-1

Favignana

La fisiologia della pianta è influenzata dall’immediato influsso marino che giunge dalla costa.

Trapani

La gestione dell’irrigazione prevede interventi di somministrazione che, in volume e turni, non soddisfa a pieno il fabbisogno idrico della coltura, ma piuttosto induce una parziale condizione di stress idrico.

Etna

Le peculiarità pedoclimatiche delle altimetrie del vulcano garantiscono la pianta da apporti idrici esogeni.

Favignana

La fisiologia della pianta è influenzata dall’immediato influsso marino che giunge dalla costa.

Trapani

La gestione dell’irrigazione prevede interventi di somministrazione che, in volume e turni, non soddisfa a pieno il fabbisogno idrico della coltura, ma piuttosto induce una parziale condizione di stress idrico.

Etna

Le peculiarità pedoclimatiche delle altimetrie del vulcano garantiscono la pianta da apporti idrici esogeni.

L'uso delle acque

ACQUA

L’indicatore acqua è finalizzato a quantificare il volume di quantità di risorsa idrica utilizzata in modo diretto e indiretto per le attività in campo e di cantina, per la realizzazione di una bottiglia.

IN VIGNETO Dal grafico si evince che l’apporto di acqua (impronta idrica verde) in vigneto è costituito da sola acqua piovana effettivamente impiegata dalla coltura per evapo-traspirazione. Ne consegue, che data l’aridocoltura presente nell’agro di Trapani e Favignana, non sussiste nessuna somministrazione idrica, se non per soccorso. L’ acqua (o impronta idrica blu) (irrigazione), corrisponde invece, al volume di acqua superficiale o di falda prelevato dai corpi idrici e impiegato per l’irrigazione. L’acqua (o impronta idrica) blu vigneto (trattamenti), fa riferimento al volume di acqua superficiale o di falda prelevato dai corpi idrici e impiegato per trattamenti fitosanitari nei vigneti, che non ritorna alla stessa sorgente da cui è stato prelevato, o vi torna ma in tempi diversi. Comprende il volume di acqua necessario alla diluizione o dissoluzione dei formulati e il volume di acqua utilizzato per il lavaggio dei mezzi agricoli a seguito dei trattamenti. L’acqua (o impronta idrica) grigia vigneto, riguarda invece la totalità del volume d’acqua utilizzato non contaminato, quindi esente da potenziali contaminazioni dovute all’uso di agrofarmaci o antiparassitari non previsti da disciplinare del biologico. L’azienda per tanto arriva a quota 94% di copertura idrica non contaminata in vigneto. IN CANTINA Per le cantine, l’acqua (o impronta idrica cantina) blu cantina, denota il volume di acqua superficiale o di falda prelevato dai corpi idrici ed impiegato per l’attività di cantina (vinificazione + imbottigliamento) che non ritorna alla stessa sorgente da cui è stato prelevato, o vi torna ma in tempi diversi.

L'uso delle acque

Acqua

L’indicatore acqua è finalizzato a quantificare il volume di quantità di risorsa idrica utilizzata in modo diretto e indiretto per le attività in campo e di cantina, per la realizzazione di una bottiglia.

IN VIGNETO Dal grafico si evince che l’apporto di acqua (impronta idrica verde) in vigneto è costituito da sola acqua piovana effettivamente impiegata dalla coltura per evapo-traspirazione. Ne consegue, che data l’aridocoltura presente nell’agro di Trapani e Favignana, non sussiste nessuna somministrazione idrica, se non per soccorso.  L’ acqua (o impronta idrica blu) (irrigazione), corrisponde invece, al volume di acqua superficiale o di falda prelevato dai corpi idrici e impiegato per l’irrigazione. L’acqua (o impronta idrica) blu vigneto (trattamenti), fa riferimento al volume di acqua superficiale o di falda prelevato dai corpi idrici e impiegato per trattamenti fitosanitari nei vigneti, che non ritorna alla stessa sorgente da cui è stato prelevato, o vi torna ma in tempi diversi. Comprende il volume di acqua necessario alla diluizione o dissoluzione dei formulati e il volume di acqua utilizzato per il lavaggio dei mezzi agricoli a seguito dei trattamenti. L’acqua (o impronta idrica) grigia vigneto, riguarda invece la totalità del volume d’acqua utilizzato non contaminato, quindi esente da potenziali contaminazioni dovute all’uso di agrofarmaci o antiparassitari non previsti da disciplinare del biologico. L’azienda per tanto arriva a quota 94% di copertura idrica non contaminata in vigneto.

IN CANTINA Per le cantine, l’acqua (o impronta idrica cantina) blu cantina, denota il volume di acqua superficiale o di falda prelevato dai corpi idrici ed impiegato per l’attività di cantina (vinificazione + imbottigliamento) che non ritorna alla stessa sorgente da cui è stato prelevato, o vi torna ma in tempi diversi.

L'approccio idrico

Acqua

La Sicilia come spesso la si considera, è un “continente” vitivinicolo dove l’agronomia ha degli aspetti molto diversi a seconda della zona, del suolo e del mesoclima locale in cui il vigneto prospera.
Terreni vulcanici, calcareniti e argille hanno sicuramente un grado differente di ritenzione e veicolazione di acqua e conservazione dell’umidità. Microclimi montani, collinari o marini, dove una singola brezza può fare la differenza nella temperatura del punto di rugiada.
In questo contesto così complesso, l’utilizzo della risorsa idrica nel vigneto è strettamente legato al contesto pedoclimatico ed agli obiettivi produttivi.

Firriato ha da tempo valutato ed implementato l’approccio all’utilizzo della risorsa idrica contestualizzandolo in ogni singolo vigneto, classificandone nei tre contesti principali i requisiti più importanti.

Volume d’acqua per bottiglia di vino prodotta
0 litri
bott_CO2

L'approccio idrico

Acqua

La Sicilia come spesso la si considera, è un “continente” vitivinicolo dove l’agronomia ha degli aspetti molto diversi a seconda della zona, del suolo e del mesoclima locale in cui il vigneto prospera. Terreni vulcanici, calcareniti e argille hanno sicuramente un grado differente di ritenzione e veicolazione di acqua e conservazione dell’umidità. Microclimi montani, collinari o marini, dove una singola brezza può fare la differenza nella temperatura del punto di rugiada.

In questo contesto così complesso, l’utilizzo della risorsa idrica nel vigneto è strettamente legato al contesto pedoclimatico ed agli obiettivi produttivi.

Firriato ha da tempo valutato ed implementato l’approccio all’utilizzo della risorsa idrica contestualizzandolo in ogni singolo vigneto, classificandone nei tre contesti principali i requisiti più importanti.

 

Volume d’acqua per bottiglia di vino prodotta 0.32 litri

Agro di Trapani

Aridocultura

Nell’agro di Trapani, La disponibilità del quasi 100% di acqua in vigneto è legata sia alla presenza di bacini idrici naturali ed artificiali alimentati da acqua piovana, sia alla componente meteorologica (piogge e precipitazioni). Attualmente il fabbisogno di acqua è interamente coperto naturalmente, con solo il 2,75% di interventi da parte dei sistemi di irrigazione a goccia di tipo epigeo e solo nel 7% dei casi di tipo ipogeo, facendo registrare così un utilizzo di acqua meteorica in vigneto pari al 98% del totale. La matrice argillosa, infatti, mitigata dalla presenza calcarea, è in grado di assicurare una buona struttura ai suoli e una elevata dotazione in elementi minerali, dovuta alla buona capacità di trattenere elementi minerali, garantendo così una costante presenza di umidità nel sottosuolo, ideale per gestire lo stress idrico della vite e annullare gli effetti di maturazioni squilibrate. Proprio per questo, in annate particolarmente siccitose, Firriato pratica l’aridocoltura per evitare l’eccessiva concentrazione di zuccheri a scapito della componente aromatica nelle viti. La gestione dell’irrigazione prevede interventi di somministrazione che, in volume e turni, non soddisfa a pieno il fabbisogno idrico della coltura, ma piuttosto induce una parziale condizione di stress idrico. Tali soglie di intervento determinano metodologie irrigue che rientrano all’interno delle tecniche di Deficit Idrico Controllato. Obiettivo della strategia irrigua in deficit è quello di mantenere le condizioni di equilibrio vegetativo e produttivo della pianta, ossia mantenere l’attività fotosintetica della pianta, guidando il suo metabolismo. I sistemi di distribuzione in sub-irrigazione utilizzati nell’agro di Trapani aumentano l’efficienza dell’uso dell’acqua in quanto limitano le perdite per evaporazione superficiali. L’utilizzo totale dell’acqua in vigna per le irrigazioni in aridocoltura e/o di soccorso si attestano ovviamente ben al di sotto della media siciliana.

Agro di Trapani

Aridocultura

Nell’agro di Trapani, La disponibilità del quasi 100% di acqua in vigneto è legata sia alla presenza di bacini idrici naturali ed artificiali alimentati da acqua piovana, sia alla componente meteorologica (piogge e precipitazioni). Attualmente il fabbisogno di acqua è interamente coperto naturalmente, con solo il 2,75% di interventi da parte dei sistemi di irrigazione a goccia di tipo epigeo e solo nel 7% dei casi di tipo ipogeo, facendo registrare così un utilizzo di acqua meteorica in vigneto pari al 98% del totale

La matrice argillosa, infatti, mitigata dalla presenza calcarea, è in grado di assicurare una buona struttura ai suoli e una elevata dotazione in elementi minerali, dovuta alla buona capacità di trattenere elementi minerali, garantendo così una costante presenza di umidità nel sottosuolo, ideale per gestire lo stress idrico della vite e annullare gli effetti di maturazioni squilibrate. Proprio per questo, in annate particolarmente siccitose, Firriato pratica l’aridocoltura per evitare l’eccessiva concentrazione di zuccheri a scapito della componente aromatica nelle viti. La gestione dell’irrigazione prevede interventi di somministrazione che, in volume e turni, non soddisfa a pieno il fabbisogno idrico della coltura, ma piuttosto induce una parziale condizione di stress idrico. Tali soglie di intervento determinano metodologie irrigue che rientrano all’interno delle tecniche di Deficit Idrico Controllato. Obiettivo della strategia irrigua in deficit è quello di mantenere le condizioni di equilibrio vegetativo e produttivo della pianta, ossia mantenere l’attività fotosintetica della pianta, guidando il suo metabolismo. I sistemi di distribuzione in sub-irrigazione utilizzati nell’agro di Trapani aumentano l’efficienza dell’uso dell’acqua in quanto limitano le perdite per evaporazione superficiali. L’utilizzo totale dell’acqua in vigna per le irrigazioni in aridocoltura e/o di soccorso si attestano ovviamente ben al di sotto della media siciliana.

Favignana

Aerosol

Condizioni totalmente differenti sull’Isola di Favignana, il vigneto di Calamoni, infatti, riceve una minima quantità d’acqua il cui obiettivo non è tanto quello di ristorare la pianta dalla siccità, in quanto la componente pedoclimatica dell’isola è tale da non creare mai condizioni di eccessivo stress idrico nella vite, quanto di mantenere la fisiologia della pianta in grado di vegetare nelle condizioni estreme dovute all’influsso marino, in termini di aerosol, concentrazione di cloruro di sodio nel terreno, concimazione naturale della posidonia marina e la presenza della falda acquifera marina pochi metri sotto il suolo.

Favignana

Aerosol
Condizioni totalmente differenti sull’Isola di Favignana, il vigneto di Calamoni, infatti, riceve una minima quantità d’acqua il cui obiettivo non è tanto quello di ristorare la pianta dalla siccità, in quanto la componente pedoclimatica dell’isola è tale da non creare mai condizioni di eccessivo stress idrico nella vite, quanto di mantenere la fisiologia della pianta in grado di vegetare nelle condizioni estreme dovute all’influsso marino, in termini di aerosol, concentrazione di cloruro di sodio nel terreno, concimazione naturale della posidonia marina e la presenza della falda acquifera marina pochi metri sotto il suolo.

L'Etna

Il vigneto

Sull’Etna essendoci le condizioni pedoclimatiche montane a mitigare l’aspetto xerico, l’irrigazione è del tutto non necessaria. La porosità e la profondità dei suoli, unite alle temperature più miti e alle forti escursioni termiche giorno/notte, fanno in modo che le piante non abbiano mai necessità di irrigazione o generalmente di apporti idrici esterni. Qui l’unica acqua utilizzata, sempre di provenienza meteorica, è quella utilizzata, naturalmente, per effettuare i trattamenti.

L'Etna

Il vigneto

Sull’Etna essendoci le condizioni pedoclimatiche montane a mitigare l’aspetto xerico, l’irrigazione è del tutto non necessaria. La porosità e la profondità dei suoli, unite alle temperature più miti e alle forti escursioni termiche giorno/notte, fanno in modo che le piante non abbiano mai necessità di irrigazione o generalmente di apporti idrici esterni. Qui l’unica acqua utilizzata, sempre di provenienza meteorica, è quella utilizzata, naturalmente, per effettuare i trattamenti.

Le cantine

Acqua

La disponibilità dell’acqua varia in base alle precipitazioni registrate durante le annate che in alcuni casi possono avere avuto un carattere più siccitoso rispetto alla media. Per evitare gli sprechi di acqua nelle cantine viene utilizzato un sistema di recupero acque dall’interno. L’impianto di fitodepurazione prevede che le acque reflue vengano depurate mediante l’uso di un bacino impermeabilizzato in cui il substrato ghiaioso e quello vegetale combinano la loro azione al fine di rendere pulita l’acqua.
Costante è il monitoraggio dell’impianto di depurazione, autorizzato allo scarico in acque superficiali; non risulta conveniente il riutilizzo per l’irrigazione, a causa della distanza tra la cantina e i vigneti; mentre è in fase di valutazione il riutilizzo per fini irrigui nelle aree verdi della cantina e per il lavaggio dei piazzali e delle aree esterne. Nelle rispettive cantine sono state implementate procedure di lavaggio e sanificazione, ma anche altre operazioni al fine di minimizzare il consumo di acqua e la sua contaminazione. Per ridurre gli sprechi di acqua nel lavaggio delle bottiglie, nella cantina dell’agro di Trapani la stessa acqua viene recuperata e portata in una cisterna posta a fianco a quella di adduzione; il liquido accumulato viene ritrattato al fine di essere riadoperato nei giorni successivi. Nella cantina di Cavanera sull’Etna, il riciclo delle acque di lavaggio viene canalizzato a scopo agronomico, mentre l’acqua di irrigazione viene convogliata verso i giardini del resort e della cantina.
Firriato si è dotata di impianti di biodepurazione delle miscele residue di trattamenti fitosanitari e/o di depurazione delle acque reflue per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in vigneto, rivolte alla riduzione e al controllo delle contaminazioni puntiformi. L’azienda dispone di adeguate piazzole impermeabilizzate, magazzini di stoccaggio dei prodotti fitosanitari e di pratiche di gestione dei rifiuti di contenitori usati.

Le cantine

Acqua

La disponibilità dell’acqua varia in base alle precipitazioni registrate durante le annate che in alcuni casi possono avere avuto un carattere più siccitoso rispetto alla media. Per evitare gli sprechi di acqua nelle cantine viene utilizzato un sistema di recupero acque dall’interno.

L’impianto di fitodepurazione prevede che le acque reflue vengano depurate mediante l’uso di un bacino impermeabilizzato in cui il substrato ghiaioso e quello vegetale combinano la loro azione al fine di rendere pulita l’acqua. Costante è il monitoraggio dell’impianto di depurazione, autorizzato allo scarico in acque superficiali; non risulta conveniente il riutilizzo per l’irrigazione, a causa della distanza tra la cantina e i vigneti; mentre è in fase di valutazione il riutilizzo per fini irrigui nelle aree verdi della cantina e per il lavaggio dei piazzali e delle aree esterne. Nelle rispettive cantine sono state implementate procedure di lavaggio e sanificazione, ma anche altre operazioni al fine di minimizzare il consumo di acqua e la sua contaminazione. Per ridurre gli sprechi di acqua nel lavaggio delle bottiglie, nella cantina dell’agro di Trapani la stessa acqua viene recuperata e portata in una cisterna posta a fianco a quella di adduzione; il liquido accumulato viene ritrattato al fine di essere riadoperato nei giorni successivi. Nella cantina di Cavanera sull’Etna, il riciclo delle acque di lavaggio viene canalizzato a scopo agronomico, mentre l’acqua di irrigazione viene convogliata verso i giardini del resort e della cantina. Firriato si è dotata di impianti di biodepurazione delle miscele residue di trattamenti fitosanitari e/o di depurazione delle acque reflue per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in vigneto, rivolte alla riduzione e al controllo delle contaminazioni puntiformi. L’azienda dispone di adeguate piazzole impermeabilizzate, magazzini di stoccaggio dei prodotti fitosanitari e di pratiche di gestione dei rifiuti di contenitori usati.

Deficit Idrico

Acqua
3
0 100
%

di acqua in vigneto è legata sia alla presenza di bacini idrici

1
0 95
%

di copertura idrica non contaminata in vigneto

4
-
0 40
%

Consumi idrici in cantina

1
0 3
%

Interventi da parte dei sistemi di irrigazione

3
0 100
%

di acqua in vigneto è legata sia alla presenza di bacini idrici

1
0 95
%

di copertura idrica non contaminata in vigneto

4
-
0 40
%

Consumi idrici in cantina

1
0 3
%

Interventi da parte dei sistemi di irrigazione

Cantine

Cantine

La disponibilità dell’acqua varia in base alle precipitazioni registrate durante le annate che in alcuni casi possono avere avuto un carattere più siccitoso rispetto alla media. Per evitare gli sprechi di acqua nelle cantine  viene utilizzato un sistema di recupero acque dall’interno. L’impianto di fitodepurazione prevede che le acque reflue vengano depurate mediante l’uso di un bacino impermeabilizzato in cui il substrato ghiaioso e quello vegetale combinano la loro azione al fine di rendere pulita l’acqua.

Consumo idrico totale annuo

2016 | 12.729

2017 | 16.001

2018 | 6.420

Cantina di Paceco. Triennio 2016/2018

Consumo idrico totale annuo

2015 | 0.224

2016 | 0.081

2017 | 0.234

Consumo idrico cantina e Nuova Cantina Cavanera Etnea

Costante è il monitoraggio dell’impianto di depurazione, autorizzato allo scarico in acque superficiali; non risulta conveniente il riutilizzo per l’irrigazione, a causa della distanza tra la cantina e i vigneti; mentre è in fase di valutazione il riutilizzo per fini irrigui nelle aree verdi della cantina e per il lavaggio dei piazzali e delle aree esterne. Nelle rispettive cantine sono state implementate procedure di lavaggio e sanificazione, ma anche altre operazioni al fine di minimizzare il consumo di acqua e la sua contaminazione. Per ridurre gli sprechi di acqua nel lavaggio delle bottiglie, nella cantina dell’agro di Trapani la stessa acqua viene recuperata e portata in una cisterna posta a fianco a quella di adduzione; il liquido accumulato viene ritrattato al fine di essere riadoperato nei giorni successivi . Nella cantina di Cavanera sull’Etna, il riciclo delle acque di lavaggio viene canalizzato a scopo agronomico, mentre l’acqua di irrigazione viene convogliata verso i giardini del resort e della cantina.
Firriato si è dotata di impianti di biodepurazione delle miscele residue di trattamenti fitosanitari e/o di depurazione delle acque reflue per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in vigneto, rivolte alla riduzione e al controllo delle contaminazioni puntiformi. L’azienda dispone di adeguate piazzole impermeabilizzate, magazzini di stoccaggio dei prodotti fitosanitari e di pratiche di gestione dei rifiuti di contenitori usati.

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